Archivio di Dicembre 2008

Brusco ritorno sulla terra

Lunedì 29 Dicembre 2008

Si preannuncia un 2009 ancora avaro di soddisfazioni per i Knicks. Tenendo bene a mente il solito discorso legato al 2010, la sorprendente prima parte di stagione aveva fatto rivivere antiche emozioni ai tifosi bluarancio, ma la striscia (ancora aperta) di 6 sconfitte consecutive ha raffreddato animi e speranze, allontanando la squadra dal miraggio dei Playoffs.

Il problema non è tanto la striscia in sè, ma il modo in cui è arrivata. Eccetto le prime due gare, le altre erano ampiamente alla nostra portata. Quel che è venuto meno è spirito che aveva contraddistinto il sorprendente avvio di campionato. La circolazione di palla è la prima ad essersene andata, così come il pick-and-roll tra Chris Duhon e David Lee segno che gli scout avversari hanno fatto bene il loro dovere, ed ora ad aspettare il Generale in mezzo all’area ci sono un paio di corpaccioni. Fondamentale a questo punto sarebbe un’affidabile guardia che possa allargare gli spazi, punendo lo spazio lasciato agli esterni, ma inspiegamilmente la dirigenza continua a latitare.

L’alibi degli infortuni - e la conseguente stanchezza dei “magnifici sette” del mio precedente intervento -, con cui comunque siamo ancora alle prese, regge fino ad un certo punto: contro Minnesota,i Nostri arrivavano da cinque giorni di riposo, ed è stata la sconfitta più brutta della gestione D’Antoni. Pare infatti che alcuni equilibri si siano di già spezzati.

Il timore che ci siano i primi problemi di spogliatoio arriva dal ritardo con cui Al Harrington si è presentato alla partita contro Milwaukee: giunto al Garden “in tempo” per il secondo quarto, non ha potuto evitare un’imprevista debacle. Da lì il minutaggio dell’ex-Warrior è drasticamente calato, fino all’esclusione dal quintetto iniziale nella partita contro Denver. Nel contempo, sono arrivate alcune discutibili scelte tattiche sull’utilizzo nel ruolo da titolare di Tim Thomas: inizia bene il terzo quarto, e gioca però pochi minuti? Scelte che se operate da Isiah Thomas avremmo urlato allo scandalo. Inutile avanzare teorie più scervellotiche, di qua può essere solo il più classico dei “o tutto o niente”. Considerando che, proclami a parte, saranno due anni di purgatorio, può essere che coach-D stia facendo vedere che con lui non si scherza, e se fail “l’Adriano”, la paghi.

Harrington, insieme a Nate Robinson, tendono tra l’altro a strafare, ricordando in alcuni frangenti il Jamal Crawford che doveva tentare qualcosa per non veder scadere i 24 secondi. Finchè i tiri entravano e c’erano le gambe, ovviamente te la giocavi contro tutti… ma se la stanchezza - qui sì - unita ai nuovi adeguamenti degli avversari ti giocano contro, ecco allora venire al pettine tutti i nodi che bene conoscevamo a settembre.

Non perdiamo infatti di vista quale sia la nostra forza, ossia quella mostrata stanotte di fronte ai Nuggets: sotto di 10 al termine del primo tempo, andiamo avanti di 2 nella seconda parte del l’ultimo quarto, quando Carmelo Anthony, l’unico fuoriclasse in campo, si mette in proprio e vince la gara. Quando la fluidità in attacco viene meno, legata tra l’altro alla cronica assenza di difesa, emerge il più grande problema del nostro roster: l’assenza di un go-to-guy, lacuna che ovviamente speriamo di colmare appunto nel 2010.

In momenti come questi è pure utile tornare ad una delle dichiarazioni di Quentin Richardson risaltente alla preseason: “Se non facciamo bene in nostro lavoro, la colpa è solamente ndi noi giocatori, perchè se dopo tre o quattro allenatori siamo (e saremo) sempre allo stesso punto, il fallimento è solamente nostro”.

Appunto, torniamo al vecchio discorso: il roster è questo, e dalle rape nessuno ha mai tirato fuori del buon vino.

I Magnifici Sette

Lunedì 8 Dicembre 2008

9 vinte, 11 perse: Il miracolo continua. Nonostante la flessione avuta dopo le due trades “spiegate” nel precedente intervento, i Knicks restano in corsa per i Playoffs, il tutto giocando solamente in sette da almeno 15-20 giorni, visto che tra problemi contrattuali (Marbury) e medici (Jeffries - rientrato l’altro ieri -, Gallinari, Curry ed ora pure Mobley e Robinson), il roster è ridotto all’osso.

Inspiegabile o meno, siamo lì, abbondantemente in linea di galleggiamento, guidati da Chris Duhon, play accolto con scetticismo e che invece si sta rivelando un vero leader. FINALMENTE un regista che sa leggere i miss-match, sapendo SE, QUANDO e COME cavalcarli… o addirittura mettersi in proprio, con penetrazioni o bombe che francamente neppure a Chicago conoscevano. Una gara, due gare, massimo tre possono essere un caso, un momento di forma particolare, ma qui stiamo parlando di ormai due mesi ad altissimi livelli, tanto da fugare tutti i “se” ed i “ma” del caso.

A dire la verità il sottoscritto, scottato da troppe false partenze arrivate dopo altrettanti proclami, aveva accolto con freddezza non solo Duhon, ma pure coach Mike D’Antoni. Ebbene, stiamo tutti - udite, udite - apprezzando la difesa di questi Knicks, cosa che mai ci saremmo aspettati, soprattutto per le voci che giravamo nella Lega sul suo sottovalutare questo fondamentale. Se ciò resta comunque vero considerando partite come quella contro i Warriors, in cui tutte e due le squadre ricorrevano al run-and-gun frenetico, che dire della gara di ieri sera contro i Pistons? Abbiamo spesso accettato il loro gioco a metacampo, facendo rotazioni difensive fenomenali, tanto da andare a riposo con più di 20 punti di vantaggio.

Francamente sono rimasto sorpreso da queste rotazioni, la prima volta ho pensato che il raddoppiante sia stato fortunato nel rientrare nella posizione corretta (a zona!) quando il raddoppiato ha dato via la palla, la seconda pure, ma alla terza, beh, è stato il segno che su queste cose ci si è lavorato. E’ anni infatti che predico su queste pagine che la soluzione più corretta, se hai giocatori fisiologicamente carenti nella difesa a uomo, è quella di adottare una zona mista: finalmente si è vista, e non perchè io sia un genio, ma perchè chi c’era prima era un incapace!

Con questo sistema, pure David Lee non sembra più la “groviera” che conoscevamo. Tra l’altro il Generale, da quando Zach Randolph non è più al suo fianco, è esploso a livello statistico. Contro Golden State ha piazzato il career-high in punti, e contro Detroit è risultato decisivo con i suoi rimbalzi, quando gli eredi dei Bad Boys sono rientrati ad un pericoloso -7. Il pick-and-roll con Duhon si sta tra l’altro rivelando letale per le difese avversarie, che per ora non sono corse ai ripari…

… e se blocchi questo, c’è Wilson Chandler dalla media-lunga distanza a punirti… o Al Harrington, o Quentin Richardson. Sogno o son desto?

L’idea di base è che stiamo sovraperformando… ma una considerazione in questo senso è d’obbligo, vostro onore: certa gente è stata solo tra le mani di Isiah Thomas, quindi i limiti possono essere ancora inesplorati. Che in sette stiamo facendo ben più del massimo è palese. Da un paio di gare, però, è rientrato Jared Jeffries, che D’Antoni stava aspettando con impazienza. Sta giocando pochissimi minuti, come logico, ma ha già fatto intravedere come può essere utile alla causa nel sistema del Baffo. A breve rientrerà pure Robinson, mentre il nostro Danilo è fuori ALMENO fino al nuovo anno. Il GM Donnie Walsh si sta mordendo le mani, dal momento che contina a ripetere che uno di vent’anni con la sua lettura delle situazioni di gioco, abbinato ad un tiro letale da ogni dove, non l’ha mai neppure sognato.

La soluzione più logica sarebbe creare posto in roster, dal momento che Mobley probabilmente si ritererà per problemi di aritmia cardiaca (o giocherà con una deroga da lui firmata come in tutte le sue precedenti vite sportive), Jerome James non si sa bene cosa ancora ci faccia lì, e Marb… vabbeh neppure lo voglio nominare. Patrick Ewing Jr. ed Allan Houston (?!?) si stanno allenando nelle strutture della Franchigia, ma la situazione è in stallo. Personalmente userei il contratto di Malik Rose per arrivare ad una guardia, ma la priorità resta il 2010, e Walsh lavorerà in questo senso.

Ora ci aspettano cinque gare in trasferta che dovrebbero far precipitare il record, soprattutto alla luce della fatica accumulata, ma mai dire mai… oggi più che mai: GO KNICKS GO!