Archivio di Novembre 2008

Addio Jamal, addio Zach, BENVENUTO 2010!!!

Sabato 22 Novembre 2008

Stavolta non è la solita frase ad effetto, ma la pura e semplice realtà, avvalorata da fatti concreti: SIAMO TORNATI. In sole 24 ore Donnie Walsh ha ridato speranza ad una franchigia che in nove anni è passata da una Finale NBA ad un lento ed irrefrenabile declino verso il fondo non solo della classifica, ma pure della credibilità. I Knicks erano quelli da deridere quando c’era da parlare di spreco ed inefficienza, da Jay Leno al salotto di Dave Letterman, passando ovviamente dalla gente in strada. Roba che qui in Italia manco l’Inter pre-Moggiopoli!

I fatti: Jamal Crawford spedito a Golden State in cambio di Al Harrington; Zach Randolph e Mardy Collins ai Clippers per Cuttino Mobley e Tim Thomas. Risultato, senza scendere nei particolari dei contratti ceduti/acquisiti (per questo consultare siti come RealGM): un sacco di soldi da spendere nel 2010 per assicurarsi i servigi dell’Eletto, all’anagrafe Lebron James. Piani di riserva: Dwane Wade, Chris Bosh, Amare Stoudemire… e NON NECESSARIAMENTE uno solo di questi. L’ultimo contratto su cui speculare, in quest’ottica, resta quello di Eddie Curry, inezia se consideriamo come ci siamo mossi con l’albatross-Randolph.

Inutile sindacare sul perchè Warriors e Los Angeles abbiano accettato queste trades, e forse non lo sapremo mai. Se nella parte alta della California la lotta intestina tra Don Nelson e Chris Mullin può aver agevoltato le cose, guardando un po’ più a sud non si sono quasi mai ammirati segni di sensatezza nelle mosse dei Velieri, ma quello che forse risulta più facile è notare la credibilità che accompagna Walsh quando alza la cornetta del telefono per proporre uno scambio. Un vecchio lupo di mare come lui di certo ha conoscenze ed agganci per far funzionare anche qualche mossa di mercato tecnicamente sbilanciata (in maniera del tutto legale, prima che pensiate ai torbidi mari in cui naviga il calcio nostrano, visto che di là dall’oceano se compri per 10 milioni devi cedere per altrettanti, dunque i Moratti ed i Lotito, che a loro modo si distunguono nel settore, sono lontani anni luce).

E dire che noi c’eravamo quasi convinti e rassegnati alla storiella che i suoi predecessori ci appioppavano, ossia che a New York non puoi ricostruire, cercando di navigare a vista per avere un team sempre più o meno competitivo, senza passare attraverso stagioni perdenti “di default”. Sarà anche il “culo” - letteralmente, vedi cronaca Knicks@Celtics passata su SKY pochi giorni fa - che Flavio Tranquillo tira in causa quando parla di Mike D’Antoni, ma intanto con lo stesso roster disfunzionale dello scorso anno il Baffo aveva fin qui sfornato il miglior record dal 2003, segno che qualcosa stava già (finalmente) cambiando.

Personalmente, sono sollevato dall’idea di non vedere più Crawford con la canotta bluarancio. Da me soprannominato nel forum “Tiratore Errante”, non è mai stato ALMENO croce e delizia come per molti appassionati, ma CROCE e basta. A 29 anni, se non hai appreso una minimamente accettabile selezione di tiro e non difendi, ed il tuo unico merito è quello di finire su qualche highlights per un crossover saltuario, vai al circo e chiudiamola qui. Per Randolph inutile andare a spiegare, la sua storia anche da punto di vista caratteriale/attitudinale parla da solo, classico caso di 20+10 in contesti perdenti.

Chi arriva, tra l’altro, mi pare che possa pure tornare utile nell’immediato, regalando una stagione dignitosa ai tifosi, che per quanto abbiano pure loro fissato l’obiettivo-LeBron, sono anche nell’immediato assetati di successi. Harrington in quanto a talento non è di certo secondo a Crawford. Difensivamente non è neppure lui un mastino, ma per lo meno più centimetri portano un vantaggio, non sia altro per una mera questione di “ingombro” nella propria area. Mobley ha sicuramente il tiro da fuori più automatico del nostro ormai ex #11, mentre Thomas, un ritorno, resta ancora un discreto panchinaro. Tutti e tre scadono nel 2010, quindi, ribadisco, obiettivo raggiunto, al di là di tutto.

Chandler, Gallinari, ed eventualmente Lee e Duhon possono essere le fondamenta di un progetto il cui culmine verrà raggiunto tra due estati, quando un diamante verrà posto sulla sua sommità. Vedendo come il nostro GM ha rivoltato la STORIA della Franchigia in un giorno, è lecito aspettarsi che in quasi 600 a sua disposizione possa già forgiare un supporting cast di tutto rispetto per la pietra preziosa di cui sopra.

Non chiamatelo WC

Venerdì 14 Novembre 2008

Esatto, lui si chiama Wilson Chandler, e per una volta che anche gli americani non cadano nello sport nazionale delle abbreviazioni (quanti cestisti sono quasi più conosciuti con le iniziali del nome che non per esteso?): il secondo anno da DePaul,virtuale MVP della squadra e sorpresona di questi Knicks dal record sorprendentemente positivo,non è per niente un… cesso di giocatore, anzi…

… Chandler ha giocato a Memphis la migliore gara della ancora sua giovane carriera, al culmine di altre ottime prove, sfornando 27 punti con 11/12 al tiro, di cui l’unico errore è stato un tentativo di schiacciata volante sull’errore di un compagno, prontamente recuperato per un gioco da QUATTRO punti di Crawford. Un vero animale da parquet, di quelli silenziosi, tosti e determinati. Poche parole e tanti fatti, per intenderci, cosa che a New York non è di certo la norma, e non solo in campo sportivo.

Non solo Chandler comunque: tutto il roster ha giocato al di là delle aspettative nelle cinque vittorie fin qui maturate a fronte di tre sconfitte, queste ultime arrivate dopo prove inversamente proporzionali a quelle dei successi. Sebbene dovremmo abituarci agli alti e bassi nei mesi a seguire, è altrettanto vero che si è visto giocare di squadra come mai prima in passato dai tempi della contender che eravamo nel 1999. Jamal Crawford ha mostrato una costanza di rendimento che francamente il sottoscritto pensava non raggiungesse mai, speriamo duri. Zach Randolph, eccetto qualche spicchia non prontamente fatta viaggiare, ha lottato sotto le plance in maniera inaspettata. Chris Duhon ha perso un paio di palloni in tre partite, con prove tutte sostanza e niente svolazzi. Quentin Richardson, nonostante prove spesso incolori, è diventato il definitivo leader dello spogliatoio. Nate Robinson è stato un boost pazzesco dalla panchina.

Fino ad ora, insomma, siamo andati ben oltre ad ogni più rosea aspettativa. Flavio Tranquillo ha definito il 5-3 attuale il nuovo Segreto di Fatima. Vero, ma se entra il tiro, questa squadra, con QUESTA convinzione, in gara singola può giocarsela con chiunque.

Le impennate nelle statistiche individuali auspicate in estate per Randolph nel sistema-D’Antoni sono, tra l’altro, puntualmente arrivate, tanto che tutte le fisime mentali sul perchè Donnie Walsh non lo abbia ceduto prima (vedi Clippers) in cambio sostanzialmente di nulla, sono a questo infondate. ZBO è oggi papabile per una cessione con qualcosa di importante indietro, non solo in ottica di scaricare il cap per il 2010, ma anche qualche contropartita tecnica interessante. Cleveland, Chicago e Denver pare stiano imbastendo un’offerta credibile, cercando quella minaccia in post basso che non hanno.

Attendendo le inevitabili secche che il Run-and-Gun porterà ad attraversare ad un roster che rimane comunque disfunzionale, tocca dare una sbirciata in infermeria. Danilo Gallinari non ce l’ha fatta a rientrare, anzi pare addirittura che la stagione sia per lui finita ancora prima di iniziare davvero. La schiena gli è tornata a dolere in maniera significativa e sta girando gli States in cerca di altre diagnosi che scongiurino l’operazione chirurgica. Come si sia procurato questa protusione discale non ci è dato a sapere, e ci rifiutiamo di credere che sia la botta presa in Summer League contro “Tractor” Traylor. Più probabile che, in maniera miope, lo abbiano messo (troppo) sotto in sala pesi, esagerando. Ennesimo granchio preso dallo staff medico della franchigia? parrebbe di sì. Sperare che l’ernia del disco rientri da sola (e parlo con cognizione di causa, fidatevi), è pura follia… perchè allora non operarlo subito dopo la prima diagnosi, tanto che ad oggi sarebbe al quarto mese di riabilitazione?
Pure David Lee non se la passa bene: perso il posto da titolare in favore di Chandler, il Generale ha un frammento osseo nella caviglia. Possibile pure qui l’uso del bisturi, visto che siamo ad inizio stagione e non sappiamo quante gare possa reggere ai ritmi NBA senza doversi fermare.