Archivio di Ottobre 2006

Inizio di fuoco

Domenica 29 Ottobre 2006

Ormai ci siamo, manca davvero poco all’inizio della stagione. Il calendario è da incubo: cinque delle prime sette partite saranno on the road. Come se non bastasse, Jared Jeffries, l’unica vera addizione di un certo peso del roster, sarà fuori per tutto il mese di novembre. Isiah Thomas rischia così di essere sulla graticola già tra due settimane. La stampa newyorkese masochisticamente ci spera, visto che non avendo nulla di che sparlare a fronte di un’onesta e vincente preseason, è riuscita addirittura ad  attaccarsi alle scarpe economiche di Stephon Marbury, colpevoli di avergli rovinato i piedi, tanto per gettare ulteriore discredico su The Coney Island Finest.

Detto del futuro, ed in attesa dei suoi sviluppi, vediamo cosa è emerso proprio dalle esibizioni giocate (quattro vittorie, due sconfitte). La coppia Marbury-Francis sembra funzionare discretamente. Restano delle incognite sull’aspetto difensivo, tanto più in assenza di Jeffries, ma in attacco si dividono onestamente gli spazi, spingendo il pallone
alla prima occasione utile, tanto che proprio Thomas non ha mai parlato di un playmaker vero e proprio, riferendosi con il termine “pushmen” quando parlava delle sue guardie. Marbury ha giocato spesso senza palla in mano, cercando uscite dai blocchi in situazioni di gioco a metà campo; Francis ha mostrato molta aggressività nel cercare il canestro, specialmente nell’ultima gara contro i Nets. Robinson e Crawford sono altresì capaci di spingere la spicchia, quindi sotto il punto di vista di trasformare i Knicks in una sorta di “Phoenix dell’Ovest”, pare che Zeke sia sulla buona strada. Nei finali di gara proprio JC rivestirà un ruolo molto importante, viste le sue doti di clutcher.

Il ruolo di ala piccola potrebbe soffrire, fino al ritorno di Jeffries, del medesimo problema riscontrato nell’era-Brown, in cui venne ricoperto da ben sette differenti giocatori, senza mai trovare una soluzione soddisfacente. Probabile la presenza di Richardson nello starting five, anche perchè l’ex-Sun è parso un altro giocatore rispetto alla scorsa, deludente stagione. Certo, non difende come JJ, ed infatti all’occorrenza potrebbe essere chiamata in causa l’elettricità del rookie Renaldo Balkman.

Channing Frye partirà da ala grande, ma David Lee si è mostrato più in forma nel precampionato. Se Thomas deciderà di correre a più non posso, proprio Lee sarà favorito, visto che Frye ed il suo morbido tiro in sospensione è più adatto ai pick-and-roll. In sostanza, due dimensioni di gioco interessanti a seconda delle situazioni tattiche che si presenteranno nel corso di ogni singola gara.

Nel ruolo di centro, ovviamente, Eddie Curry. In preaseason, solita altalena di prestazioni: grandi prove in attacco, pessimo in difesa ed a rimbalzo. Se riesce a rimanere in campo almeno 35-38 minuti senza problemi di falli, tutto a posto… sennò sono guai, visto che Jerome James è fermo ai box da inizio training camp. Per questo motivo è stato firmato Kelvin Cato, a cui si chiederanno 10-15 minuti di sostanza, tutta difesa e rimbalzi. Ovviamente anche Frye potrà giocare qualche minuto da centro.

Marc Berman, analyst del New York Post da cui ho estrapolato alcuni pensieri per questo pezzo, prevede un record finale da “39-43, no playoffs“. Un po’ pessimista, ma ci sta. Certo è che se l’inizio, con queste gare in trasferta, fosse negativo, risalire da lì con le fisiologiche polemiche che subito si incendieranno nella Grande Mela, non sarà facile.

Anno Zero (…di nuovo?)

Giovedì 5 Ottobre 2006

Curry e Robinson: prima e dopo la cura? Con l’inizio ufficiale del training camp ci troviamo nuovamente qui a scrivere “Anno Zero”: fu così l’anno passato con l’arrivo di Larry Brown, lo è adesso con Isiah Thomas nel doppio incarico di general manager e coach. Per Zeke è davvero (e giustamente) l’ultima spiaggia, ma di questo ne abbiamo già parlato nel precedente report.

Vediamo allora come i Knicks si presentano al via. Innanzitutto le facce nuove: i rookie Renaldo Balkman e Mardy Collins; i free-agent firmati in estate o pochi giorni fa Jared Jeffries, Nikoloz Tskitishvili, Elton Brown, Milone Clark e Paul Miller. Quanti di questi faranno parte del roster alla prima stagionale, non ci è dato a sapere, se si eccettuano i rookie e Jeffries. Quanto alle partenze, Jackie Butler non è stato rifirmato, mentre Maurice Taylor ha ricevuto il benservito sotto forma di taglio.

Per il resto, i soliti grandi interrogativi, ossia se Thomas andrà con la coppia Marbury-Francis, se Eddie Curry è finalmente in forma, se basterà una palla per tutti o ce ne vorrebbe un cesto stile gara del tiro da tre dell’All-Star Weekend. Su una cosa tutti gli analyst sono d’accordo: che il talento non manca… peccato sia sovrapagato, mal assortito e soprattutto riposto in teste (leggi cervelli) non all’altezza, e non serve elencare i soliti noti.
Proprio sullo stato di Curry le illazioni sono state tante. Marc Berman, columnist del NY Post, ha fatto notare come l’ex-Bull abbia lavorato parecchio in estate con il preparatore personale di Michael Jordan, Tim Grover. Proprio ieri, però, il Daily News ha scritto di un Eddie affaticato dopo una serie di scatti (i cosiddetti “suicidi”, dopo errori ai liberi di fine allenamento), con Thomas che ha invitato il giocatore a riposarsi, trovando il rifiuto dall’altra parte. Peter Vecsey, dalle stesse pagine di Berman, ha altresì espresso il concetto che da un anno il sottoscritto blatera: un Curry in forma, con i numeri dello scorso anno nonostante un’estate fermo ed il sabotaggio di Brown, può essere il vero crack per New York. La palla però dovrà arrivare dentro con costanza e, considerando le menti “eccelse” che la porterà dal proprio canestro a quello avversario, non c’è da starne certi.

Quanto al quintetto di partenza, Zeke nel primo scrimmage del camp ha impiegato Marbury e Francis nel backcourt, Jeffries ala piccola, Frye e Curry come lunghi. Il coach ha pure dichiarato pubblicamente che la rotazione sarà limitata a nove, massimo dieci elementi, quindi i minuti per Robinson, Crawford e Richardson si abbasseranno drasticamente. Proprio il problema “scontenti” pare essere il primo scoglio da superare per questi nuovi/vecchi Knicks, tanto è vero che Thomas ha parlato più di chimica di squadra che non di schemi veri e propri in questi primi giorni di allenamenti.